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31-03-26

Anteprima Dwars door Vlaanderen femminile

Analisi scritta da Diego Martín (@martinthecaleb)

ANALISI DEL PERCORSO DELLA DWARS DOOR VLAANDEREN 2026

  • Orario: 14:10 - 17:25 (UCT+1 Madrid)

La Dwars door Vlaanderen femminile 2026 mantiene la sua identità di classica di avvicinamento al secondo monumento femminile. Waregem ospiterà nuovamente partenza e arrivo di questa corsa di 128,8 km.

La gara presenta un profilo che concentra la maggior parte della difficoltà nella sua seconda metà. È lì che si susseguono praticamente tutte le asperità, 9 delle 12. In totale ci sono 4 tratti esclusivamente in pavé e 8 segmenti in salita che le cicliste dovranno affrontare:

#Nome (tipo)Lunghezza% media% massimaDifficoltà
1Hellestraat (cota)1 200 m5,5 %9 %★★
2Volkegemberg (cota)700 m6 %8 %★★
3Holleweg (cota)600 m5 %9 %★★
4Berg Ten Houte (cota)1 100 m6 %21 %★★★★
5Knokteberg - Trieu (cota)1 300 m7,5 %14 %★★★★
6Hotond (cota)2 500 m4 %10 %★★★
7Maria Borrestraat (pavé)2 000 m--★★★★
8Eikenberg (cota)1 200 m5 %10 %★★★
9Doorn (pavé)1 000 m--★★★
10Huisepontweg (pavé)1 500 m--★★★
11Nokereberg (cota)350 m5 %7 %
12Herlegemstraat (pavé)2 000 m--★★★★

La côte di Berg Ten Houte rappresenta di solito un primo momento di selezione. Dopo alcuni momenti di pausa o di inseguimento, la sequenza con Knokteberg-Trieu e Hotond è quella che inizia davvero ad allungare e definire la corsa. Queste tre sono le salite più dure della gara, ma sono troppo lontane dal traguardo perché possano risultare, da sole, decisive o definitive.

Successivamente il protagonismo passa di solito ai settori in pavé come Mariaborrestraat e Huisepontweg, dove possono prodursi alcuni distacchi importanti. Il doppio passaggio sul Nokereberg, anche se non è particolarmente duro, serve a mettere in fila il gruppo prima del finale. Il tratto conclusivo favorisce scenari aperti, con attacchi tardivi o piccoli gruppi.

L’ultimo tratto di pavé di Herlegemstraat, a soli 5 km dal traguardo, può essere giudice e parte della corsa. Da lì fino a Waregem il terreno permette una riorganizzazione, ma bisogna anche vedere quali gruppi e quante unità resteranno in lotta per la vittoria.

I chilometri finali prima del traguardo sono piuttosto tortuosi, per cui, in caso di arrivo di un gruppo o di un plotone numeroso, la lotta per la posizione sarà cruciale. Prima della flamme rouge c’è una curva stretta a destra. E dopo questa, a soli 500 e 400 metri rispettivamente, ci sono altre due curve a destra che possono risultare determinanti in caso di arrivo di gruppo.

https://www.youtube.com/watch?v=KL3tAdk7ly4

IL METEO

Sono previste temperature miti, ma senza arrivare al freddo della settimana scorsa (11-13º C). Non si prevede che il vento sia un fattore il giorno della corsa. Neppure la pioggia. Tuttavia dovremo restare attenti alle previsioni dell’ultima ora, dato che alcuni modelli attribuiscono probabilità non trascurabili di pioggia lungo la gara e, in particolare, nel suo finale.

FAVORITE PER LA DWARS DOOR VLAANDEREN 2026

Preludio: chi vince la Dwars door Vlaanderen femminile non pianta la bandiera la domenica al Fiandre.

La tradizione o regola è chiara: vincere la Dwars door Vlaanderen femminile, pur certificando un buon stato di forma, non garantisce la vittoria al Fiandre. Anzi, al contrario, praticamente la rende impossibile.

C’è solo un’anomalia, un’eccezione: Annemiek van Vleuten. L’olandese, nel suo prime, nel 2021 è stata capace di piegare Niewiadoma allo sprint nella Dwars door Vlaanderen femminile. E pochi giorni dopo vinceva in solitaria De Ronde. Parole grosse. Per coincidenze della vita, la leggendaria van Vleuten ritorna questa settimana nel plotone fiammingo come commentatrice.

Proseguendo con le eccezioni alla regola generale troviamo altre due campionesse del mondo: Lotte Kopecky e Marta Bastianelli. Anche se nel loro caso non vinsero la Dwars door Vlaanderen femminile, bensì salirono sul secondo gradino del podio, pochi giorni dopo conquistarono il Giro delle Fiandre.

Tornando al leitmotiv di questa sezione, la Dwars door Vlaanderen femminile è una corsa che è stata vinta da velociste, passiste e cacciatrici di classiche. Di fatto la gara non termina abitualmente in una volata o in un arrivo di massa.

Cacciatrici di classiche e fuoriclasse

Per quanto riguarda le fuoriclasse o grandi campionesse, c’è un nome che spicca su tutte: la belga Lotte Kopecky (SD Worx-Protime). Ha lasciato alle spalle la non brillantissima stagione 2025 per arrivare motivata al momento fiammingo. Dopo la sua vittoria a Sanremo e a Nokere, Kopecky arriva rafforzata a una delle settimane preferite del suo calendario. Ma è vero che non l’abbiamo ancora vista in grado di scattare e staccare tutte le sue rivali, così come non abbiamo visto la SD Worx tiranneggiare le corse come faceva un paio d’anni fa. È la massima favorita, ma la gara è più aperta rispetto agli anni precedenti.

Ogni protagonista ha bisogno di un’antagonista e viceversa. In questo senso la troviamo nella sua ex compagna Demi Vollering (FDJ United-SUEZ). L’olandese ha annunciato di essere fuggita dal ritiro al Teide dopo il passaggio della tempesta Therese, che ha colpito buona parte dell’arcipelago canario per una settimana.

Coincidenze della vita. Alla sua sfuriata è seguito il bel tempo. Non è arrivato un sole rovente, ma è subentrata una situazione stabile, senza perturbazioni né allerte all’orizzonte. Forse FDJ United-SUEZ dispone di migliori modelli meteorologici numerici, anche se sorprende che altre corridrici della squadra siano ora in ritiro proprio al Teide.

Altre grandi cacciatrici di classiche

Immaginiamo che, per quanto riguarda la corsa, previsioni e scenari ricadano su Lars Boom. Ed è qui che la squadra francese ha un asso nella manica. Oltre all’ottimo livello mostrato dalle sue atlete, il direttore sembra cavarsela alla perfezione nel rendere le gare abbastanza dure da aumentare le probabilità di successo, e nel saper sfruttare la superiorità tattica che possono garantirgli cicliste come la tedesca Franziska Koch o la svizzera Elise Chabbey.

L’italiana Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) ha iniziato bene l’anno vincendo negli Emirati. Anche se alla Strade non è riuscita a finalizzare, ha lasciato ottime sensazioni. Dopo aver saltato la Milano-Sanremo per malattia, il suo stato di forma può suscitare qualche dubbio, anche se negli anni scorsi l’italiana ci ha abituato a grandi recuperi.

Altre grandi specialiste in queste prove di un giorno, da tenere ben presenti, sono la mauriziana Kim Le Court De Billot – Pienaar (AG Insurance – Soudal Team), la tedesca Lianne Lippert (Movistar) e le olandesi Puck Pieterse (Fenix-Deceuninck), Mischa Bredewold (SD Worx-Protime), Thalita de Jong (Human Powered Health) e Shirin van Anrooij (Lidl-Trek).

Velocità: e se tutto si decidesse in uno sprint numeroso?

Non sembra, a priori, che l’obiettivo della FDJ United-Suez sia quello di far sì che la corsa si decida allo sprint di un gruppo numeroso. Ma se così fosse, o dovesse accadere, può contare su una grande carta: la neozelandese Amy Wollaston può essere uno dei punti di riferimento in un arrivo.

L’italiana Chiara Consonni (CANYON//SRAM zondacrypto) sta vivendo una grande primavera. Non è ancora salita sul podio in nessuna classica, ma sta lasciando ottime impressioni. Se la corsa non sarà sufficientemente dura da impedirle di restare nel gruppo che si giocherà la vittoria, Consonni è probabilmente una delle grandi favorite.

E sebbene forse non sia una velocista pura, ma piuttosto una puncheur, l’italiana Letizia Borghesi (AG Insurance - Soudal) è una grande pretendente al successo. Probabilmente il suo picco di forma sta arrivando con l’avvicinarsi di Roubaix. Borghesi ha confermato la sua progressione del 2026. Ci aspettiamo che sia una delle protagoniste di queste prossime due settimane.

Infine, nel valutare una possibile volata o un arrivo in gruppo numeroso, dobbiamo considerare altre velociste come l’olandese Charlotte Kool (Fenix-Deceuninck), l’italiana Letizia Paternoster (Liv AlUla Jayco), le britanniche Imogen Wolff (Visma | Lease a Bike), Cat Ferguson e Carys Lloyd (Movistar), o l’italiana Eleonora Gasparini (UAE Team ADQ). E, sebbene si possa dubitare della sua partecipazione, nel caso in cui l’olandese Marianne Vos (Visma | Lease a Bike) fosse al via, sarebbe una ferma candidata al successo.

Passiste, attaccanti e altre carte

La svizzera Marlen Reusser (Movistar) è un’altra delle cicliste che catalizza molta attenzione mediatica in una corsa che segnerà il suo rientro alle competizioni dopo la caduta subita negli Emirati. È vero che le classiche non sono la sua specialità, ma è altrettanto vero che ha la capacità di scattare e mantenere lo sforzo.

Per quanto riguarda le carte da giocare da una possibile fuga, dobbiamo considerare cicliste come l’olandese Amber Kraak (FDJ United-Suez), l’olandese Lucinda Brand e la britannica Anna Henderson (Lidl-Trek), l’americana Alexis Magner (EF Education-Oatly) o la britannica Zoe Bäckstedt (CANYON//SRAM zondacrypto).

Altre carte da considerare, un po’ più sorprendenti, potrebbero essere la polacca Marta Jaskulka o l’americana Lily Williams (Human Powered Health), l’italiana Sofia Bertizolo (UAE Team ADQ) o cicliste di squadre più modeste come l’olandese Anneke Dijkstra (VolkerWessels) o la tedesca Linda Riedmann (Lotto Intermarché).