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28-03-26

Anteprima In Flanders Fields Women

ANALISI DEL PERCORSO DI IN FLANDERS FIELDS 2026

  • Orario: 14:10 - 17:45 (UCT+2 Madrid -CEST-)

Con la Milano-Sanremo Women abbiamo superato l’equinozio e, quindi, abbiamo dato propriamente inizio alla primavera nell’emisfero boreale. Primavera, sinonimo di vita, giovinezza e fioritura. Ma nel ciclismo, sapete già che la primavera ciclistica era iniziata quattro settimane fa a Gand con la Omloop Nieuwsblad. Poi è arrivata la Strade; è seguita la Alfredo Binda; e infine è giunto il primo monumento femminile, la Milano-Sanremo.

E in queste quattro settimane di primavera ciclistica abbiamo avuto un po’ di tutto, diversi scenari e diversi epiloghi. Quattro settimane dopo l’avvio della primavera ciclistica con la Omloop Het Nieuwsblad, le Fiandre tornano a essere l’epicentro del ciclismo. Con In Flanders Fields a Wevelgem si apre ormai a pieno il periodo fiammingo ed entriamo nel cuore della primavera delle classiche. È abituale che siano i campi di Fiandra, teatro della prima grande contesa, il luogo in cui la primavera inizi in qualche modo due volte. In questa occasione però non accade doppiamente a Gand. Per la prima volta dopo molto tempo questa classica non parte da Gand e perde la sua denominazione classica: Gand- o Gent-Wevelgem In Flanders Fields.

Il percorso di In Flanders Fields a Wevelgem (ex Gent-Wevelgem In Flanders Fields) 2026 cambia proprio in virtù del cambio di luogo di partenza, anche se In Flanders Fields mantiene la sua identità di classica all’interno del calendario fiammingo. La corsa partirà e si concluderà a Wevelgem, ma introduce varianti rispetto al 2025. Il chilometraggio si aggira attorno ai 135 km, diminuendo sensibilmente rispetto al 2025. Si mantiene il giro decisivo attraverso l’Heuvelland e si recuperano i passaggi su alcuni tratti di pavé dei Ploegsteert.

In Flanders Fields a Wevelgem è una corsa con storia e che la ricorda. È passato più di un secolo dalla barbarie nei campi di Fiandra. Nei campi di papaveri in cui ora godiamo dello spettacolo che ci offrono le cicliste con il loro sforzo e la loro sofferenza, allora si spensero centinaia di migliaia di vite. La poesia In Flanders Fields del canadese John McCrae ha acquisito sempre più peso in questa classica, prima come “cognome” e ora come nome definitivo della corsa.

I Ploegsteert o Plugstreet che fanno parte dell’area intorno al paese di Ploegsteert furono testimoni e scenari di cruente battaglie nella Prima Guerra Mondiale. Il loro reinserimento in corsa, dopo alcuni anni in cui non ne facevano parte, sembra da un lato un gesto dovuto alla memoria, ma anche un elemento chiave nello svolgimento della gara.

Questi tre settori di pavé (Plugstreet 1, 2 e 3) sono situati strategicamente prima di entrare nel circuito delle côtes. Il numero di salite categorizzate resta cinque, anche se con una concatenazione diversa nell’ordine: Monteberg, Kemmelberg (Belvedère), Scherpenberg, Baneberg e il decisivo Kemmelberg (Ossuaire). La principale differenza rispetto al 2025 è la collocazione dello Scherpenberg e il fatto che ci sia meno distanza complessiva tra le côtes.

#TramoLongitudMediaMáxDificultad
1Plugstreet 1 - Hill 63 (Pavé)1,8 km★★★
2Plugstreet 2 - Christmas Truce (Pavé)1,6 km★★★
3Plugstreet 3 - The Catacombs (Pavé)1,3 km★★★
4Monteberg (Cota)1,5 km4,4%8,3%★★
5Kemmelberg (Belvedère) (Cota)1,5 km6,6%16%★★★★
6Scherpenberg (Cota)1,2 km3,4%6,2%
7Baneberg (Cota)2 km4,8%11,2%★★★
8Kemmelberg (Ossuaire) (Cota)0,7 km10,4%21,1%★★★★★

Resta come grande momento chiave il Kemmelberg, nelle sue due versanti. Sarà la côte più temuta o attesa della corsa: a 57 km dal traguardo con 1 500 metri al 6,6 % (Belvedère) e a 35 km dal traguardo con 700 metri al 10,4 % (Ossuaire). Il posizionamento dell’ultimo passaggio sul Kemmelberg (versante Ossuaire) è di solito decisivo; il suo semplice passaggio provoca frazioni e talvolta cadute o piedi a terra. Il posizionamento e l’avvicinamento sono fondamentali. Rimane comunque abbastanza lontano dal traguardo per poter essere, da solo, giudice e parte in causa della corsa. Anche se le più astute del gruppo sapranno come sfruttare il danno provocato da questo iconico muro. Gli ultimi 4 km fino alla linea d’arrivo sono dritti e pianeggianti. Non dovrebbero rappresentare grossi problemi per preparare la volata delle velociste rimaste in lizza nel gruppo di testa.

IL METEO

È possibile che piova, anche se è poco probabile, durante la In Flanders Fields 2026 femminile (ex Gent-Wevelgem femminile), per cui dovremo prestare attenzione alle previsioni dell’ultima ora. Si prevede che il vento possa soffiare con intensità moderata (18 km/h di media e raffiche superiori a 40 km/h) lungo tutta la corsa. È prevedibile che, dopo l’ultimo passaggio sul Kemmelberg, il vento sia favorevole e leggermente laterale in alcuni momenti durante gli ultimi 30 km della In Flanders Fields 2026 femminile.

FAVORITE PER IN FLANDERS FIELDS 2026

Preambolo: sprint scenario più probabile.

Nonostante quel concatenarsi chiave di 25 chilometri di côtes o muri, questa è una delle principali classiche di primavera del World Tour di primo livello, segnata in rosso dalle principali velociste.

C’è sempre, però, spazio per una sorpresa o per una fuga. Soprattutto con il livello di alcune attaccanti del gruppo e con le tattiche aggressive mostrate da alcune squadre nel tentativo di rompere la corsa in queste ultime settimane.

Grandi velociste: Wiebes cerca il sorpasso...

Una volata o un arrivo di un gruppo numeroso è lo scenario più probabile. Come non potrebbe essere altrimenti, la massima favorita è l’olandese Lorena Wiebes (SD Worx-Protime). Sa cosa significa vincere qui e cercherà di diventare la donna con più successi a Wevelgem. Probabilmente arriverà un po’ “mordida” (mentalmente) dopo essersi vista chiusa nell’arrivo a Brugge. È anche presumibile che in SD Worx abbiano posto l’accento sul mantenere almeno una compagna vicino a Lorena per posizionarla negli ultimi metri.

È probabile che la sconfitta subita a Bruges sia una motivazione per altre cicliste e faccia sembrare un po’ più possibile detronizzarla. In quest’ottica riponiamo fiducia nell’italiana Chiara Consonni (CANYON//SRAM zondacrypto). In questo senso possiamo citare anche la sua connazionale Elisa Balsamo (Lidl-Trek). È una delle grandi sprinters che in altre stagioni è stata capace di battere Wiebes e di conquistare la vittoria in alcune delle migliori classiche.

Le grandi aspiranti

Sul terreno della velocità sono diverse le cicliste che da alcuni anni stanno cercando di ambire al trono di Wiebes sia nelle volate pure sia in alcune delle migliori classiche primaverili. La neozelandese Ally Wollaston (FDJ United - Suez) è una di loro. In Europa non ha ancora trovato del tutto la chiave giusta, ma abbiamo visto di cosa è capace in Australia. L’olandese Charlotte Kool (Fenix-Premier Tech) è un’altra grande aspirante. Il suo 2025 è stato molto peggiore del previsto, ma in questo 2026 ha già ritrovato la via della vittoria. Speriamo che si sia ripresa dopo Bruges e possa offrire la sua migliore versione.

Dobbiamo inoltre evidenziare diverse velociste che stanno compiendo il grande salto in questa stagione. L’irlandese Lara Gillespie (UAE Team ADQ) è una di esse. Anche lei sa cosa vuol dire vincere nel 2026, anche se forse le classiche rappresentano ancora un salto troppo grande senza appoggi precedenti. La belga Shari Bossuyt (AG Insurance-Soudal) è un’altra candidata da considerare. Nel 2026 sta ottenendo buone prestazioni e risultati. Forse le occorre ancora più tempo per ritrovare il ritmo di gara precedente alla sua squalifica, ma è una ciclista da seguire da vicino.

Infine, segnaliamo due valori ancora più giovani che hanno già guadagnato molti titoli e righe di giornale con le loro prestazioni. Parliamo di due cicliste come la britannica Cat Ferguson (Movistar) e l’olandese Nienke Venhoven (Visma | Lease a Bike). Non dobbiamo vederle solo come future vincitrici di corse come questa: il loro momento potrebbe essere dietro l’angolo.

Altre cicliste con punta di velocità

E, ovviamente, se prendiamo in considerazione una volata o un arrivo di un gruppo numeroso possiamo valutare altre velociste come le italiane Letizia Paternoster (Liv AlUla Jayco), Eleonora Gasparini (UAE Team ADQ), l’australiana Georgia Barker (Liv AlUla Jayco), la britannica Carys Lloyd (Movistar), l’italiana Sara Fiorin (Laboral Kutxa - Fundación Euskadi), la canadese Alison Jackson (St Michel - Preference Home - Auber93), l’olandese Amber van der Hulst (VolkerWessels), la norvegese Susanne Andersen e la svizzera Linda Zanetti (Uno-X Mobility) o la canadese Alexandra Volstad (EF Education-Oatly).

Altre contendenti

Anche se abbiamo parecchi dubbi che non sia una velocista a tagliare il traguardo a braccia alzate a Wevelgem, dobbiamo considerare anche altri profili di cicliste: puncheur, classiche pure e passiste. Le olandesi Thalita de Jong (Human Powered Health) e Karlijn Swinkels (UAE Team ADQ) o la britannica Anna Henderson (Lidl-Trek) possono essere cicliste da tenere in considerazione.