
Anteprima Milano-Sanremo 2026
Analisi scritta da Sergio Yustos (@sergioyustos_) e tips Fantasy di Cédric Molina (@ilcapoced)
ANALISI DEL PERCORSO
- Orario: 10.10 - 16:35 CET
- Inizio TV: 09:45 CET
La Milano-Sanremo 2026 mantiene la sua essenza. Da Pavia, 297 chilometri di pura emozione porteranno il gruppo fino all’iconica linea d’arrivo a Sanremo. Un viaggio dal cuore della Lombardia fino alla costa ligure, una traversata che segna l’inizio della primavera ciclistica.
I primi 120 chilometri si svolgono su terreno pianeggiante, dove si formerà la fuga di giornata e il gruppo procederà senza grandi scossoni. La tranquillità si rompe al chilometro 130: poco prima di arrivare a Rossiglione, la strada inizia a salire poco a poco. Fa la sua comparsa il Passo del Turchino. I suoi 2,4 chilometri al 4,8% rappresentano il primo cambio nella corsa, portando i corridori al punto più alto della giornata. In realtà si può dire che l’ascesa sia molto più lunga, quasi 24 chilometri, ma con una pendenza media di appena l’1,5%.
Scollinato il Turchino, la discesa diventa un momento chiave. I suoi circa 10 chilometri di discesa tecnica e tortuosa possono essere letali se si creano dei ventagli. Da qui in avanti, la Milano-Sanremo diventa a poco a poco un’altra corsa.
Il menù prosegue con i Capi: Capo Mele (1,8 km al 3,4%), Capo Cervo (2,1 km al 2,5%) e Capo Berta (2 km al 6,3%). Tre salite che, pur non essendo dure, logorano e segnano il passaggio alla parte finale della giornata.
E poi arriviamo alla Cipressa (5,6 km al 4,1%). È la chiave. È il primo vero grande spartiacque. Un’ascesa che rimette ognuno al proprio posto e che, con il suo scollinamento a 21,5 chilometri dal traguardo, diventa il preludio agli ultimi movimenti. Una salita che ha acquisito importanza in questi anni e sulla quale la corsa e lo spettacolo ripongono grandi aspettative. Attenzione, perché se entri mal posizionato, tutto si complica se vuoi alzare il ritmo.
Resta solo un ultimo ostacolo: il Poggio di San Remo (3,6 km al 3,7%). Un’ascesa dove la velocità è vertiginosa. I suoi tornanti rendono complicato lanciare un attacco nella prima parte, ma dopo aver superato la Madonna della Guardia e raggiunto la sua zona più dura, appare il rettilineo perfetto per muoversi, con rampe che sfiorano il 7%.
Dalla cima, l’ultima discesa è una follia. Una discesa veloce, tecnica e decisiva che lancerà il gruppo verso Via Roma. Minuti da infarto per conoscere il primo vincitore di un Monumento dell’anno.
IL METEO
Sembra che il vento voglia essere importante nell’epilogo della giornata. Molto variabile in questi giorni, ora sembra essere sfavorevole negli ultimi chilometri. Una situazione favorevole per gli sprinter e per i rivali di Tadej Pogačar, e sfavorevole per gli attacchi da lontano. In concreto, dove questa direzione complica maggiormente le cose è sulla Cipressa e nel tratto successivo; poi sul Poggio è più che altro laterale nella zona dopo i tornanti.
Allo stesso modo, invito a restare vigili, perché credo che questo possa ancora cambiare fino al momento decisivo.
FAVORITI PER LA VITTORIA
Tadej Pogačar vs Mathieu van der Poel. Il duello che si ripete ancora e ancora. È vero che lo sloveno ha ogni volta una squadra più forte attorno a sé, ma il terreno è sempre lo stesso. Le idee si esauriscono e le possibilità restano. Capo Berta? Cipressa? Il Poggio? La sensazione è che, se Pogačar non riesce a spezzare la corsa prima del Poggio, sia quasi impossibile liberarsi di Van der Poel in quella zona finale. Compito complicato, soprattutto per come è il vento in queste ore. In questo senso vedo un po’ più favorito Mathieu rispetto a Tadej: deve solo lasciare che siano gli altri a fare, e questo è un mondo.
Gli altri contendenti.
E se non fossero loro? Chi può vincere? Spunta il nome di Wout van Aert, quello di Filippo Ganna o persino quello di Mads Pedersen, che si è iscritto all’ultimo momento dopo essersi ripreso dai problemi fisici accusati in seguito alla caduta. Di questi, quello in cui ho più fiducia è l’italiano, che può avere un’opportunità se riesce a concludere la discesa del Poggio in testa e prova un movimento mentre gli altri si guardano. Van Aert e Pedersen, normalmente, cercheranno di affidarsi alla loro velocità, ma faccio un po’ fatica a immaginarli lì.
Vorrei invece includere qui le figure di Jasper Philipsen e Tom Pidcock, perché se lo meritano. Il belga ha già vinto qui e il vento attuale lo favorisce: non possiamo escluderlo in alcun modo. Dal canto suo, il britannico è un elemento pericoloso nella discesa del Poggio. Il suo compito sembra facile, ma è difficile da eseguire: scollinare in testa e lanciarsi in discesa.
Gli outsider.
Il gruppo si allarga, le possibilità si riducono drasticamente. Qui compaiono corridori come Isaac del Toro, Romain Grégoire, Christophe Laporte o di nuovo Romain Grégoire se la corsa si spezza da lontano. Ma si ha la sensazione che manchi loro qualcosa per poter poi finalizzare, anche se è vero che Laporte potrebbe essere il più veloce in un eventuale gruppetto e Del Toro avere un asso nella manica se non si sacrifica completamente in favore di Pogačar.
Detto questo, mi fido di più di nomi come quelli di Tobias Lund Andresen, Biniam Girmay o Paul Magnier se alla fine la vittoria si decidesse in volata. Lì le loro possibilità sono molto più alte che giocandosi il successo con i grandi favoriti.
Le sorprese.
Parlare di sorprese in un Monumento è un compito molto complicato. Ma a volte succede. Corridori come Luke Lamperti, Andrea Vendrame, Matej Mohorič, Julian Alaphilippe, Mauro Schmid o Jonas Abrahamsen possono avere un’opportunità. O persino uomini veloci come Søren Wærenskjold, Paul Lapeira o Matteo Trentin, a seconda dello scenario. Ma personalmente mi tengo due corridori che di solito compaiono in questo scenario: Jasper Stuyven e Søren Kragh Andersen. Due corridori che sbagliano di rado e che riesco davvero a immaginare capaci di piazzare una sorpresa clamorosa.
CONSIGLI DI IL CAPO CED PER ESSERE UN CAPO NELLA FANTASY
💥 I dati di il capo.
- Nel XXI secolo, 16 dei 25 vincitori arrivavano dalla Tirreno-Adriatico.
- Nella storia della Fantasy, mai un corridore da 200 monete è riuscito a ottenere una T10 in questa corsa.
- Pur essendo stato 5°, 4°, 3° e 3°, Tadej Pogačar non è mai riuscito a entrare nel ‘9 ideale’ di Fantasy.
🌟 Capi da seguire.
1200; Tadej Pogačar, Matteo Jorgenson
1000; Mathieu van der Poel, Wout van Aert
800; Tobias Lund Andresen, Romain Grégoire
600; Filippo Ganna, Andrea Vendrame, Mauro Schmid
400; Paul Lapeira, Christophe Laporte, Magnus Cort, Laurence Pithie
200; Matej Mohorič, Andrea Bagioli, Jon Barrenetxea, Rick Pluimers, Quentin Pacher
📂 Corridori con -10% che sono riusciti a essere T10.
2025: 5 (3 di loro < 1%)
2024: 3 (inclusi 🥇🥈)
2023: 1 (che è stato 🥈)
2022: 3
2021: 6 (inclusi 🥇🥈)
2020: 5 (incluso 🥉)
2019: 4 (inclusi 🥈🥉)
📂 Corridori da 200 monete che sono riusciti a essere T10.
2025: 0
2024: 0
2023: 0
2022: 0
2021: 0
2020: 0
2019: 0
📂 Voto popolare degli utenti nell’app (15 ciclisti più selezionati).
7 edizioni giocate in Fantasy (dal 2019)
Hanno indovinato il 🥇: 4/7
Hanno indovinato il 🥈: 3/7
Hanno indovinato il 🥉: 5/7
Hanno indovinato il resto della T10: 24/49





