
Anteprima Parigi-Roubaix
Analisi a cura di Sergio Yustos (@sergioyustos_) e Consigli Fantasy di Cédric Molina (@ilcapoced)
ANALISI DEL PERCORSO
- Orario: 11:05 - 16:50 CET
- Inizio TV: 10:30 CET
È Roubaix. È speciale. È un inferno. Una gara diversa da qualsiasi altra. Più di un secolo di storia compresso in un percorso che non si progetta: si rispetta. Un tragitto vivo, attraversato da trattori, auto, pioggia, fango… vita allo stato puro. E lo si percepisce.
Prima di entrare nel vivo, vale la pena tornare al 1985. A quell’intervista ormai immortale di Theo de Rooij che ricordo ogni anno:
—“Roubaix è una merda... soffri tutto il giorno come un animale, non hai tempo neanche per pisciare... pedali sul fango, è una merda”.
—“Tornerai l’anno prossimo?”
—“Certo! È la gara più bella del mondo.”
Roubaix è esattamente questo. Contraddizione pura. Bellezza nel caos.
E quest'anno, ancora di più. Perché i cambiamenti nel percorso non sono minori: i primi settori di pavé sono stati ritoccati e, soprattutto, concatenati con molta più continuità. Meno tregua, più sforzo accumulato molto prima. Un dettaglio che può cambiare il copione della gara. Inoltre, l'accesso all'Arenberg mantiene il recente formato con curve precedenti, aumentando la tensione nell'approccio e rendendo ancora più dura la lotta per la posizione, e in teoria meno pericoloso quel tratto.
La gara partirà, come tradizione, da Compiègne, per concludersi 260 chilometri dopo nel velodromo di Roubaix. Un viaggio che non si misura in distanza, ma in resistenza.
L'inizio sarà, in teoria, "tranquillo". Tra molte virgolette. Perché a Roubaix non c’è mai vera calma: il vento, la tensione e la lotta per la fuga trasformano ogni chilometro in una battaglia. Oggi la fuga ha poche opzioni reali di successo, e più in un’edizione in cui il vento dovrebbe indurire il ritmo fin da subito. Ciò implica una prima parte di gara molto più veloce del solito, con i grandi team che controllano da lontano evitando ogni possibilità di sorpresa.
Tuttavia, la fuga si formerà – c’è sempre a Roubaix – ma tutto indica che sarà più un elemento tattico che una vera minaccia. E con questo nuovo concatenamento iniziale di pavé, la fatica arriverà prima ancora che la gara entri nei suoi punti più iconici.
Dopo 95,8 chilometri arriva il primo settore. E da lì, non si torna più indietro: 30 tratti di pavé. Tuttavia, la gara – quella vera – ha ancora un nome proprio:Arenberg.
Il tratto precedente, da Haveluy, sarà assolutamente cruciale. La posizione qui non è importante, è vitale. Un punto che continuerà a generare tensione, frenate e una lotta feroce per la posizione. Chi vuole fare male ad Arenberg, deve già fare male qui e stare davanti.
Arenberg non vince la gara. Ma la spezza.
Dopo i suoi 2.300 metri, il palcoscenico sarà completamente diverso: la fuga può essere scomparsa, il gruppo sarà fratturato, ci saranno cadute, guasti, facce stravolte. E la cosa più importante: non ci sarà più margine d’errore.
Ma Roubaix non si decide qui. Mai in un solo punto.
Mons-en-Pévèle appare a 43 chilometri dal traguardo come il prossimo grande giudice. Un tratto durissimo, tecnico, con curve traditrici dove il fango tende ad accumularsi. Qui non si tratta solo di forza, ma di controllo, di equilibrio, di sapere sopravvivere. È uno di quei posti dove si perdono le possibilità di vincere… senza bisogno che nessuno attacchi.
E quando sembra che non rimanga nulla, arriva il colpo finale: Carrefour de l’Arbre.
Probabilmente, l'ultimo grande momento della gara. Un tratto impegnativo fin dall'inizio, con curve punitive, che selezionano, prima di quel rettilineo finale dove tante volte abbiamo visto l'attacco definitivo. Qui non ci sono nascondigli. Qui vince il più forte… o il più integro.
Superato Carrefour, si inizia a percepire Roubaix.
Restano settori minori, ma non innocenti. E poi appare lo spazio Charles Crupelandt, omaggio all'unico vincitore nato a Roubaix. Un luogo simbolico prima di entrare in territorio sacro.
Il velodromo.
L'entrata è storia. La campana suona. Un giro. Solo uno. Se arrivi da solo, è il momento di godere. Se arrivi accompagnato, è il momento di soffrire ancora una volta.
Perché a Roubaix non si smette mai di soffrire.
E chi vince… non alza solo un trofeo. Alza la gloria.
TRATTI DI PAVÉ
IL TEMPO
Le possibilità di pioggia si diradano domenica, e sarà il sabato quando potrà apparire qualche goccia. Questo può sempre cambiare, ma sarà complicato.
Quello che sembra sicuro è che il vento si unirà alla festa. Sarà favorevole per tutto il giorno e non soffierà con troppa intensità, perfetto per far andare più veloce la gara.
Il grande favorito
Non di tanto, ma se lo merita. Mathieu van der Poel parte come l'uomo da seguire in una gara che sembra progettata per un corridore che non pedala sul pavé, ci fluttua sopra. Sia lui che il suo team, con Jasper Philipsen come luogotenente d'onore e con capacità di infilarsi nel taglio giusto e giocare un ruolo chiave, sanno che hanno un unico obiettivo in questa gara: vincere.
Vedremo come gioca le sue carte e, intelligentemente, sarebbe che non si anticipasse troppo e aspettasse di fare danni nei tratti di pavé con più curve. Vedremo.
Il grande avversario
Qui c’è da piazzare Tadej Pogačar. Perché sì, può vincere ed è evidentemente uno dei grandi favoriti, ma qui non è l'uomo con più chances e questo non toglie che domenica potrebbe avere i cinque Monumenti al suo attivo. Tra l'altro, li otterrebbe tutti nell'ultimo anno solare e avrebbe la possibilità di farlo in questa stagione.
Difficile leggere il ruolo che deve svolgere, ma ha già dimostrato che non si farà intimidire dalle pietre. Sarà lì, proporrà e cercherà una situazione che lo avvantaggi, ma attenzione: non deve per forza arrivare da solo al velodromo per vincere. Florian Vermeersch dovrebbe essere il suo gregario più fedele. Non escluderei di vederlo persino in lotta per il podio.
Gli altri favoriti
Qui ritroviamo vecchie conoscenze: Wout van Aert e Mads Pedersen. È vero che non mi è chiaro che il danese possa essere lì, a tu per tu con gli altri, ma se c'è un giorno in cui comparire anche se la tua condizione non è perfetta è a Roubaix.
Chi vedo lottare per il successo è Wout van Aert. Bisogna però che non abbia molte sfortune, perché sappiamo già come si comporta il belga, ma senza alcun dubbio, se ha possibilità in uno dei Monumenti, è qui.
Dobbiamo tenere in considerazione anche Filippo Ganna, un altro che si unisce al carro. Potrebbe fargli molto bene che la gara parta veloce fin da subito e non lo escluderei nemmeno nella lotta per la vittoria. Ha già dimostrato in Dwars door Vlaanderen la sua forma fisica e qui quello che deve accompagnarlo è la fortuna.
Gli outsiders
Si diradano già molto le possibilità in questo blocco, dove ci sono i citati Jasper Philipsen e Florian Vermeersch. Qui appaiono corridori come Alec Segaert, Christophe Laporte, Jasper Stuyven, Gianni Vermeersch, Jordi Meeus, Jonathan Milan, Tim van Dijke, Josh Tarling, Søren Wærenskjold, Madis Mihkels, Arnaud De Lie, Per Strand Hagenes o Matej Mohorič.
Sì, sono corridori che possono brillare e apparire, che possono lottare anche per vincere, ma è già complicato, molto complicato. Dovrebbe verificarsi una situazione molto specifica di gara e sembra difficile con le carte che abbiamo sul tavolo.
Le sorprese
Infine, il blocco di corridori che possono apparire solo per questo giorno. Un blocco in cui dobbiamo tenere chiaro che c'è John Degenkolb, ma appaiono anche altri come Jakob Söderqvist, Stefan Bissegger, Dries De Bondt, Matyáš Kopecký, Jonas Rutsch, Mike Teunissen, Aimé De Gendt, Stan Dewulf o Marco Haller.
Non dimentichiamo che questa è una lotteria e che, se le gambe e, soprattutto, la fortuna ti accompagnano, è una gara perfetta per vedere nomi sorprendenti nella top 10.
CONSIGLI DI IL CAPO CED PER DIVENTARE UN CAPO NEL FANTASY
💥 I dati di il capo.
Con 1 vittoria quest'anno, Mathieu van der Poel diventerebbe l'unico ciclista nella storia a vincere 4 edizioni di fila.
Attualmente condivide il record di 3 vittorie consecutive con Octave Lapize, che lo raggiunse tra il 1909-11.
🌟 Capos da seguire.
Il mio consiglio sarà per fasce di prezzo.
- 💰 1200 monete (3 corridori)
Tadej Pogačar, Mads Pedersen, Jonathan Milan
Pogačar è uno dei due grandi favoriti. Pedersen ha senso solo se lo vedi certamente sul podio. Jonathan Milan non lo sceglierei nemmeno volendo rischiare al massimo e sorprendere. - 💰 1000 monete (5 corridori)
Mathieu van der Poel, Wout van Aert, Jasper Philipsen, Biniam Girmay, Tim Merlier
I primi due possono essere quasi fissi in qualsiasi ‘9’. La scelta di Philipsen sarà giustificata in ogni caso. Girmay e Merlier non dovrebbero essere nel tuo team se vuoi vincere. - 💰 600-800 monete (11 corridori)
Filippo Ganna, Jonas Abrahamsen, Jordi Meeus, Søren Wærenskjold, Anthony Turgis, Matthew Brennan, Phil Bauhaus, Mathias Vacek, Pavel Bittner, Arnaud De Lie, Juan Sebastián Molano - 💰 400 monete (21 corridori)
Jasper Stuyven, Christophe Laporte, Mike Teunissen, Madis Mihkels, Stefan Bissegger, Alec Segaert, Laurence Pithie, Matyáš Kopecký, Tibor Del Grosso,Josh Tarling, Davide Ballerini, Antonio Morgado, Fred Wright, Luke Lamperti, Lukáš Kubiš - 💰 200 monete (resto del gruppo)
Florian Vermeersch, John Degenkolb, Matej Mohorič, Gianni Vermeersch, Tim van Dijke, Mick van Dijke, Stan Dewulf, Aimé De Gendt, Nils Politt, Axel Huens
📂 Corridori con -10% che hanno raggiunto il T10.
2025: 4 (3 con meno del 2%)
2024: 4 (tutti con meno del 5%)
2023: 3 (compreso 🥈) (gli altri con meno del 2%)
2022: 4 (3 con meno del 2%)
2021: 5 (compreso 🥈) (tutti con meno del 5%)
2019: 3 (2 con meno dell'1%)
📂 Corridori da 200 monete che hanno raggiunto il T10.
2025: 4
2024: 4
2023: 2
2022: 3
2021: 4
2019: 2
📂 Corridori da 400-600 monete che hanno raggiunto il T10.
2025: 2
2024: 3
2023: 1
2022: 3
2021: 3
2019: 3
📂 Voto popolare degli utenti nell’app (15 ciclisti più selezionati).
6 edizioni giocate in Fantasy (2019, 2021-25)
Azzeccato il 🥇: 5/6
Azzeccato il 🥈: 4/6
Azzeccato il 🥉: 6/6
Azzeccato resto del T10: 17/42

