
Anteprima Strade Bianche Women
Scritto da Diego Martín (@calebthemartin)
ANALISI DEL PERCORSO DELLA STRADE BIANCHE WOMEN 2026
- Orario: 10:15 - 13:45 (CET Madrid)
La Strade Bianche Women 2026 avrà un percorso di 131 chilometri con undici settori di strade bianche. In totale, i tratti di sterrato saranno 32,6 km. Una riduzione importante rispetto al 2025: due settori in meno e 17,7 chilometri in meno su terreno calcareo. In questa edizione le cicliste non affronteranno i settori di La Piana e Serravalle, presenti nel 2025. Non debutterà neppure il talvolta desiderato settore di 11,5 km del Monte Sante Marie. Di seguito elenchiamo i settori di sterrato, la distanza e la loro difficoltà:
| # | Nome | Distanza | Difficoltà |
|---|---|---|---|
| 1 | Vidritta | 2,4 km | ★ |
| 2 | Bagnaia | 4,8 km | ★★★ |
| 3 | Radi | 4,4 km | ★★ |
| 4 | San Martino in Grania | 9,4 km | ★★★★★ |
| 5 | Monteaperti | 0,6 km | ★★ |
| 6 | Colle Pinzuto | 2,4 km | ★★★★ |
| 7 | Le Tolfe | 1,1 km | ★★★ |
| 8 | Strada del Castagno | 0,7 km | ★ |
| 9 | Montechiaro | 3,3 km | ★★ |
| 10 | Colle Pinzuto | 2,4 km | ★★★★ |
| 11 | Le Tolfe | 1,1 km | ★★★ |
Il primo settore di sterrato è leggermente più vicino alla partenza, all’undicesimo chilometro, anche se è più corto rispetto all’anno scorso. Misura 2.400 metri, in leggera discesa, ma viene rapidamente concatenato con Grotti/Bagnaia, il primo settore di strade bianche in leggera salita. Prima vera difficoltà di giornata: 4,8 km con pendenze anche a doppia cifra su sterrato.
Dopo una rapida discesa allo scollinamento di Grotti, le cicliste affronteranno il terzo settore di sterrato della giornata. Radi, di 4,4 km, dovrebbe contribuire a far sì che la prima selezione si definisca e che un’eventuale fuga precoce ne esca avvantaggiata. Dopo Radi le attendono 35 km di asfalto fino al successivo sterrato.
E non è un settore qualunque. Una delle icone della corsa resta a metà percorso. Il settore di San Martino in Grania di 9,4 km termina a 66,9 km dal traguardo. È uno dei momenti chiave della corsa. Anche se è troppo lontano dal traguardo, è il punto dove la gara può cominciare davvero a frantumarsi e dove avere un problema meccanico richiede l’aiuto rapido delle compagne. È facile dire addio alle proprie possibilità qui, o ritrovarsi con la corsa che comincia a mettersi contro e dover spendere troppo per rientrare.
Segue un tratto in discesa e, quando mancheranno 60 km al traguardo, inizia un terreno mosso in leggera salita prima dei quattro segmenti di strerrato che precedono il finale della prova.
Il quinto settore di sterrato è corto ma duro. Monteaperti è lungo 600 metri, ma è un vero muro con pendenze a doppia cifra. Non decide la corsa, ma serve da antipasti per l’imbuto chiave della giornata.
Colle Pinzuto e Le Tolfe sono la coppia di ballo abituale della Strade Bianche Women e per ben due volte, come ormai sta diventando consuetudine. Sono antitetici e iconici. In Colle Pinzuto (2,3 km al 4,2 % e rampe al 15 %) il punto più critico è l’inizio, e quindi l’avvicinamento e l’entrata nel settore. Poi le pendenze si addolciscono, ma non è facile rimontare in questi tratti e il fatto di essersi distratte o di non essere riuscite a risalire posizioni in tempo si può pagare caro.
In Le Tolfe (1,1 km allo 0,2 % e rampe vicine al 20 %) l’inizio è in discesa e il finale è un autentico muro. Lo sforzo necessario per affrontare gli ultimi 500 metri al 18 % può essere determinante. Appena terminato il settore, le cicliste affronteranno una delle novità dell’edizione: il tratto di Strada del Castagno, di soli 700 metri, che però l’organizzazione definisce tecnico.
Questi quattro segmenti possono essere testimoni della formazione della fuga di giornata o, chissà, dell’allungo decisivo della vincitrice della corsa. Dopo di essi il gruppo affronterà poco meno di 15 km su strade in continuo saliscendi prima dell’ultimo concatenamento.
La sequenza finale si trova a poco più di 25 chilometri dal traguardo ed è formata da Montechiaro (3,3 km in discesa) e da un nuovo passaggio su Colle Pinzuto e Le Tolfe, che si conferma ancora una volta come giudice della prova.
Anche se di solito a Siena la giustizia si amministra su due vie: la Via Esterna di Fontebranda, con pendenze fino al 9 %, che inizia a meno di 2 km dall’arrivo e da cui il terreno concede ben poca tregua, e, poco dopo la flamme rouge, una volta superata Porta Fontebranda, a 900 m dal traguardo, dove iniziano i sampietrini, arriva la prova del nove. Via Santa Caterina rimette ognuna al proprio posto.
Resta poco da decidere dopo lo scollinamento di questa salita con una pendenza media superiore al 10 % (con rampe oltre il 16 %). Anche se abbiamo già visto diverse vittorie decidersi al colpo di bici in Piazza del Campo. La curva a destra dopo lo scollinamento è spesso decisiva, anche se non sempre. Gli ultimi 500 metri sono un po’ tecnici, ma soprattutto mentali, in un finale agonico nel quale abbiamo visto più di un manubrio lanciato sulla linea d’arrivo come epilogo di duelli testa a testa.
IL METEO
Sono previste temperature miti ma gradevoli (15-17 ºC) durante la Strade Bianche Women 2026. Né il vento né la pioggia dovrebbero essere protagonisti.
FAVORITE PER LA STRADE BIANCHE WOMEN 2026
Grandi favorite per la Strade Bianche Women 2026
Sabato scorso si è aperta la stagione con la Omloop Nieuwsblad. La vittoria dell’olandese Demi Vollering (FDJ United-SUEZ) è senza dubbio maiuscola: per come ha vinto, attaccando e andandosene insieme a Niewiadoma, e perché inizia la stagione con tutto a favore, ottenendo il suo primo trionfo nella Omloop Nieuwsblad.
Nel 2026 Vollering ha vinto alla Setmana e alla Omloop. Tutto ciò che ha corso. Ha vinto sia una corsa a tappe, la sua specialità, e due delle sue frazioni, sia la prima classica dell’anno. A volte, soprattutto nel suo ultimo anno alla SD Worx - 2024 -, alcune classiche le erano andate di traverso. Ma iniziare vincendo cambia tutto. Alla Strade è la massima favorita per ottenere il suo terzo successo.
La polacca Kasia Niewiadoma-Phinney (CANYON//SRAM zondacrypto) è l’altra grande rafforzata mentalmente dopo la Omloop. Di solito non le si addiceva questa classica. Non era ben posizionata nel momento in cui Koch ha preparato l’attacco di Vollering, eppure è stata capace di chiudere il buco e andarsene in solitaria con l’olandese. All’UAE Tour ha lasciato sensazioni intermedie: ha risposto bene inizialmente, ma ha finito per “scoppiare” come Fisher-Black. Sono sforzi diversi. Il dato di fatto è che possiamo e dobbiamo considerarla come grande favorita al successo nella Strade Bianche Women 2026.
La belga Lotte Kopecky (SD Worx-Protime) è un’altra delle favorite per il successo nel 2026. Sarebbe la sua terza vittoria, così come nel caso di Vollering. Rimane negli occhi quel controverso sprint tra compagne. Dopo la Omloop parte con il vantaggio morale di non essere uscita sconfitta alla Omloop, anche se per via di un guasto meccanico. Siamo curiosi di vedere se lascerà alle spalle le cattive sensazioni del 2026 sulla strada. Su pista ci ha già regalato alcune pedalate di grande livello.
Pauline Ferrand-Prévòt (Visma Lease a Bike) debutta nel 2026. Ha corso pochissimo da quando si è eretta a regina del Tour de France Femmes. Il suo obiettivo è almeno confermare il suo ritorno alle classiche del 2025. Fu terza alla Strade. È vero che allora fu una prestazione monumentale. Oggi forse lo stesso podio non spiccherebbe così tanto. Siamo curiosi di vedere quale sia lo stato di forma della francese e di iniziare a intravedere se, nella sua seconda stagione di ritorno, le sue prestazioni nelle classiche possano essere ancora migliori.
Infine, ma non per questo meno importante, segnaliamo come massima favorita Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ). Nella tappa di montagna con arrivo a Jebel Hafeet l’italiana ha dimostrato un buon stato di forma. È stata capace di attaccare e controattaccare in sforzi successivi, a differenza di alcune rivali che sono finite per scoppiare. Anche se alla fine Trinca Colonel e de Vries hanno chiuso parte del buco, la portacolori della UAE ha lasciato ottime sensazioni negli Emirati. Dopo il ritiro in altura con la sua squadra al Teide ci aspettiamo di vederla al meglio. È la nostra favorita per confermare il suo successo del 2017. Dispone del miglior team, con più corridrici capaci di rendere la corsa dura, tirando il gruppo o attaccando e creando fughe pericolose.
Altre contendenti o favorite
La mauriziana Kim Le Court De Billot - Pienaar (AG Insurance - Soudal Team) è una ciclista da tenere in considerazione per la vittoria. Se non riusciranno a staccarla prima della salita finale in Via Santa Caterina, potrebbero pagarne le conseguenze. È una puncheur di prim’ordine, che ogni anno migliora le proprie prestazioni.
L’italiana Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco) è una delle cicliste che più chiaramente abbiamo visto progredire in questi ultimi due anni. Anche se le sue migliori prestazioni sono arrivate nelle tappe di montagna e nelle corse a tappe, è una candidata da tenere in conto alla Strade.
L’olandese Puck Pieterse (Fenix-Deceuninck) è stata una delle grandi rivelazioni della stagione 2024. Anche se nel 2025 non è riuscita a brillare al Tour come nel 2024, la sua primavera è stata più che notevole. Anche se è chiaro che le classiche delle Ardenne si adattano meglio alle sue caratteristiche, resta il fatto che è una ciclista con l’anima da Strade. La sua aggressività e potenza la rendono protagonista già con la sua sola presenza sulla linea di partenza.
Una squadra che dispone di due o più opzioni, anche se differenziate, è la Lidl-Trek. L’olandese Shirin van Anroij è, in linea di massima, la carta principale, per il suo miglior rendimento nelle classiche e la sua capacità di cercare la fuga. Le aspettative sull’olandese sono alte nella sua prima stagione completa di classiche dopo il suo intervento. Niamh Fisher-Black (Lidl-Trek) è un’altra ciclista da tenere in considerazione nel finale. Non è il terreno che meglio si adatta a lei, ma la neozelandese è molto combattiva e può cercare di inserirsi in movimenti precedenti alla fiammata finale.
Accanto a loro abbiamo un ampio elenco di «puncheurs», passiste-scalatrici e scalatrici pure che possono avere molto da dire a Siena. Parliamo di cicliste come la campionessa del mondo Magdeleine Vallieres o la francese Cédrine Kerbaol (EF Education-Oatly), la svizzera Elise Chabbey e la francese Juliette Berthet (FDJ United-Suez), l’olandese Anna van der Breggen (SD Worx-Protime), l’altra olandese Femke de Vries (Visma | Lease a Bike), l’austriaca Christina Schweinberger (Fenix-Premier Tech), la svedese Caroline Andersson (Liv AlUla Jayco), l’italiana Eleonora Ciabocco (Picnic PostNL), la belga Justine Ghekiere (AG Insurance-Soudal), la neozelandese Ella Wyllie (Liv AlUla Jayco), la tedesca Liane Lippert (Movistar), le norvegesi Mie Bjørndal Ottestad e Katrine Aalerud (Uno-X Mobility), la spagnola Mavi García o la polacca Dominika Włodarczyk (UAE Team ADQ).