Percorso, analisi della gara, favoriti e previsioni per UAE Tour Women 2026
Analisi scritta da Diego Martín (@martinthecaleb) di Le Puncheur
Analisi del percorso UAE Tour Women
TAPPA 1 - giovedì 5 febbraio - Al Mirfa - Madinat Zayed: 111 km
- Orario: 13:55 - 16:30 ora locale (10:55 - 13:30 CET).
- Trasmissione: dalle 11:45 su Eurosport - MAX (Madrid UTC+1)
L’UAE Tour Women 2026 inizia con una tappa nell’emirato di Abu Dhabi. Non è un percorso nuovo: due anni fa la seconda tappa ebbe un tracciato praticamente identico. In quell’occasione poche cicliste non arrivarono con lo stesso tempo della vincitrice.
L’ultimo chilometro è completamente rettilineo e pianeggiante. Potrebbe qualcosa evitare la volata? Senza dubbio, il passaggio all’interno del deserto. Da Al Mirfa, sulla costa del Golfo Persico, a Madinat Zayed il vento (e la voglia di alcune) potrebbe cambiare il corso della corsa. Nel mezzo ci sono strade larghe e dritte, con alcune rotonde negli accessi e nelle uscite ai centri urbanizzati, che possono anch’esse contribuire a far sì che, a forza di frustate e scatti, il gruppo si vada disgregando.
TAPPA 2 - venerdì 6 febbraio - Dubai Police Academy - Hamdan Bin Mohamed Smart University: 145 km
- Orario: 12:55 - 16:30 ora locale (09:55 - 13:30 CET).
La seconda tappa dell’UAE Tour Women 2026 si svolge nell’emirato di Dubai. La partenza dalla Dubai Police Academy è ormai un luogo abituale della corsa, sia come inizio sia come arrivo. Fino alla conclusione la tappa si sviluppa su strade ampie. Il finale non sembra eccessivamente complicato. Anche se ci sono due curve di 90º a 1 km e a 500 m dal traguardo, l’ampiezza del viale non lascia prevedere un arrivo troppo tecnico o tattico.
TAPPA 3 - sabato 7 febbraio - Abu Dhabi TeamLab Phenomena-Abu Dhabi Breakwater: 121 km
- Orario: 13:40 - 16:30 ora locale (10:40 - 13:30 CET).
La terza tappa dell’UAE Tour Women 2026 si svolge nell’emirato e nella città di Abu Dhabi. È anche un percorso in un certo senso abituale, con arrivo al molo frangiflutti. Nonostante si tratti di una giornata molto costiera, non è molto probabile che il vento sia il protagonista principale. In linea di principio, nuova opportunità per le donne più veloci.
TAPPA 4 - domenica 8 febbraio - Al Ain Hazza Bin Zayed Stadium - Jebel Hafeet: 156 km
- Orario: 12:30 - 16:30 ora locale (09:30 - 13:30 CET).
La tappa finale dell’UAE Tour Women 2026 ha il simbolo più conosciuto della corsa. Cosa sarebbe l’UAE Tour Women senza Jebel Hafeet? L’ormai iconica ascesa che funge da frontiera tra il regno degli Emirati Arabi Uniti e l’Oman è il principale richiamo o incentivo di questa corsa.
L’ascesa a Jebel Hafeet di 10,8 chilometri al 6,6 % di pendenza media si prevede che sia, ancora una volta, il giudice della corsa. Gli ultimi due chilometri sono piuttosto dolci rispetto al resto dell’ascesa. Pertanto, la scalatrice o la donna da corse a tappe che non voglia giocarsi tutto al suo rush finale dovrebbe cercare di attaccare prima. L’ultimo chilometro ha una parte in discesa prima dello strappo finale che precede la linea d’arrivo. A 7,5 e 3,5 km dal traguardo possono trovarsi i punti più evidenziati nei roadbook delle più coraggiose.
IL METEO
Sono previste temperature calde, più elevate rispetto a quelle del continente europeo. Si prevedono temperature tra i 24 e i 27 gradi durante lo svolgimento delle quattro giornate dell’UAE Tour Women. È estremamente poco probabile che piova durante una delle tappe. Sappiamo già che il vento suole giocare un ruolo trascendentale in alcune tappe. Tuttavia, la previsione di vento nella seconda e terza tappa è bassa (10 km/h e raffiche inferiori a 20 km/h), mentre nella prima e nell’ultima tappa il vento soffierà con un po’ più di intensità (5 km/h in più). Potrebbe non essere sufficiente per risultare decisivo. Anche se non dobbiamo fidarci, conviene controllare le previsioni all’ultimo momento. L’orientamento del vento nell’avvicinamento a Jebel Hafeet e nella stessa ascesa può segnare il corso della corsa.
FAVORITE PER LA GENERALE DELL’UAE TOUR WOMEN 2026
Preambolo
L’UAE Tour Women 2026 offre terreno a tre tipi di cicliste. Ovviamente, le velociste sono le grandi protagoniste, per quanto riguarda i giorni con opportunità, dell’UAE Tour Women. Con la giornata finale con arrivo in cima a Jebel Hafeet le scalatrici e le donne da corse a tappe acquistano protagonismo. Ma non dobbiamo dimenticare alcune passiste e specialiste della cronometro in vista dei possibili ventagli: loro possono essere il punto di svolta di questa corsa.
Velocità: la regina Wiebes apre il 2026
L’olandese Lorena Wiebes (SD Worx-Protime) è, al di là di ogni dubbio, il riferimento allo sprint. L’UAE Tour Women è diventato il debutto abituale di Wiebes su strada (UCI). Wiebes ha vinto il 50 % delle tappe della corsa, un dato che potrebbe aumentare la pressione sull’olandese. Ha davanti a sé tre tappe in cui sarà la massima favorita. Jebel Hafeet sembra ancora un’utopia, nonostante Wiebes abbia mostrato una notevole progressione in salita. Non sembra neppure che il suo obiettivo (né quello della sua squadra) sia una trasformazione sullo stile di quella tentata con Lotte Kopecky.
Favorite
La neozelandese Ally Wollaston (FDJ United-SUEZ) arriva alla corsa dopo aver riempito la bisaccia in Australia: tre vittorie su cinque possibili, mostrandosi incontestabile. Come l’anno scorso alla Cadel Evans GOC ha dimostrato di nuovo di essere un’altra grande velocista in evoluzione verso qualcosa di più delle volate pure. Sembra che l’obiettivo sia migliorare sugli strappi e sulle salite non eccessivamente lunghe. Ma manca ancora tempo per Sanremo e per le ascese alla Cipressa e al Poggio. Ora è il momento in cui deve confermare il suo buon fare australiano di fronte ad alcuni strati del gruppo. Non ci sono tutte quelle che potrebbero esserci. Ricordiamo che si stanno disputando gli Europei su pista a Konya, ma sono presenti atlete di livello più alto rispetto a quelle che sono state in Australia.
Chiara Consonni (CANYON//SRAM zondacrypto) è senza dubbio una di quelle poche velociste che, in un giorno dato, può battere Wiebes senza che questo fatto sia una sorpresa. Il cambio di maglia l’anno scorso le è costato. L’ha fatto da sola: nessuna sua lanciatrice o posizionatrice si è trasferita con lei alla Canyon, né la sua migliore amica Persico. Sebbene, per la sua personalità, non sembri un problema, la chimica si sviluppa con il tempo e ancora di più nelle volate. Questa stagione è fondamentale per vedere fin dove può arrivare Consonni. Ha saltato gli Europei su pista per due ragioni di peso: essere portatrice della torcia olimpica di Milano-Cortina e affrontare la sfida di aspirare al trono della velocità detenuto da Lorena Wiebes. Motivi entrambi entusiasmanti e anche un po’ soffocanti.
Quando Wiebes lasciò la DSM a fine 2022, l’olandese Charlotte Kool (Fenix-Premier Tech) si rivelò come velocista di primo livello. Sebbene nel 2024 non abbia raccolto tanti frutti quanto nel 2023, si impose sulla sua ex leader al Tour de France Femmes ottenendo due vittorie. Tuttavia, la sua stagione 2025 è stata deludente. In agosto ha cambiato maglia e, sebbene i suoi primi mesi non siano stati fruttuosi, ci sono aspettative che il cambio d’anno abbia portato un nuovo slancio alla velocista olandese.
Altre contendenti e possibili sorprese
La concomitanza dell’UAE Tour Women con gli Europei di Konya ha fatto sì che molte cicliste abbiano dovuto scegliere tra una prova e l’altra. Una delle velociste che si è vista privata di partecipare a questi è l’irlandese Lara Gillespie (UAE Team ADQ). Senza alcun dubbio può essere una delle prime seconde punte in lizza negli Emirati. Caso simile è quello dell’italiana Martina Fidanza (Visma-Lease a Bike), che non è andata a difendere i suoi successi continentali ed è un’altra delle aspiranti ai successi di tappa nell’UAE Tour Women. In Australia non è stata così presente nelle volate come ci aspettavamo, ma è riuscita comunque a conquistare la classifica alternativa della Surf Coast Classic. Così come non lo è stata neppure l’australiana Georgia Baker (Liv AlUla Jayco). Una caduta l’ha estromessa dal Tour Down Under e, sebbene abbia potuto correre le ultime due giornate del periodo australiano, è prevedibile che la sua condizione salga ancora negli Emirati.
La cubana Arlenis Sierra (Movistar) è tornata dopo la maternità. A Maiorca ha lasciato buone impressioni. Nel Trofeo Llucmajor è stata in grado di aiutare nella volata la sua compagna Ferguson. È presumibile che il suo picco di potenza non sia ancora al livello delle principali velociste in lizza, ma il suo ritorno entusiasma. Anche la canadese Maggie Coles-Lyster (Human Powered Health) era di ritorno in Australia dopo un intervento all’arteria iliaca e ha fatto sorpresa nella corsa di un giorno del Down Under.
La svizzera Linda Zanetti (Uno-X Mobility) è ancora una no-hoper. Sebbene abbia già dimostrato di essere una potente velocista, non l’abbiamo ancora vista vincere una volata pura contro le prime punte della velocità. Perché non rompere il sacco negli Emirati e mostrare che i nordici non si sono sbagliati su di lei?
Anche se non ci sono tutte quelle che potrebbero esserci e ci sono alcuni dubbi sulla partecipazione – déjà vu ciclismo anno 2016 – ci sono altre cicliste che è possibile vedere a lottare per le prime posizioni negli arrivi. Parliamo di atlete come le italiane Eleonora Gasparini (FDJ United-SUEZ), Martina Alzini (Cofidis) e Martina Fidanza (Visma | Lease a Bike), l’irlandese Mia Griffin (Picnic PostNL) o la danese Emma Norsgaard Bjerg (Lild-Trek).
Scalatrici e favorite per il successo finale
Massime favorite
Negli Emirati sono già presenti alcune delle prime punte del gruppo internazionale. La doppia vincitrice dell’UAE Tour Women Elisa Longo Borghini (UAE Team ADQ) è senza dubbio una delle grandi favorite. Sebbene l’italiana sia doppia vincitrice a Jebel Hafeet, non avrà vita facile: la partecipazione di quest’anno è la migliore di sempre, almeno in ottica classifica generale.
La svizzera Marlen Reusser (Movistar) è un’altra delle massime favorite al successo. Reusser ha dimostrato l’anno scorso di essere una delle grandi per quanto riguarda le generali e le corse a tappe. Sebbene al Giro sia stata penalizzata e abbia abbandonato presto il Tour, Reusser ha mostrato un buon stato di forma nel finale di stagione. A Felanitx ha lasciato una buona impressione nonostante si sia staccata prima di Squiban. È una delle grandi favorite alla vittoria finale.
L’olandese Anna van der Breggen (SD Worx-Protime) è una di quelle cicliste che non ha bisogno di presentazioni. Sebbene la sua stagione di rientro non sia stata tanto fruttuosa quanto avrebbe desiderato, ci ha lasciato la sensazione che il meglio debba ancora arrivare e che chi ha avuto talento non lo perde. Insieme a Longo Borghini e Reusser è la grande favorita per il successo finale.
La polacca Kasia Niewiadoma (Canyon//SRAM-zondacryto) è l’altra grande favorita al successo finale. Sebbene l’anno scorso abbia avuto un avvio un po’ lento, è vero che c’è una differenza sensibile tra questo inverno e il precedente. Niewiadoma non ha dovuto fare i conti con il carico mediatico e promozionale dell’essere la maillot jaune. Per questo ci aspettiamo di vedere la polacca lottare alla pari per la vittoria.
Altre favorite e candidate
La francese Juliette Berthet (FDJ United-Suez) è un’altra delle grandi pretendenti all’UAE Tour Women. Sebbene la sua ultima stagione sia stata buona, non è riuscita a sfruttare fino in fondo le opportunità in cui non era subordinata a Vollering. Forse il cambio di cognome nuziale (Labous) porterà con sé quel piccolo plus che le manca per diventare una leader o una vincitrice abituale di corse a tappe.
La mauriziana Kim Le Court De Billot - Pienaar (AG Insurance - Soudal Team) è stata una delle sensazioni dell’ultima stagione. Aveva già lasciato grandi sensazioni e prestazioni nel 2024, ma nel 2025 si è mostrata come una ciclista tuttofare. È una puncheur di primissimo livello, ma scala anche a un livello sensazionale. Al Tour de France Femmes forse ha speso troppo in difesa della maglia gialla e della sua compagna Gigante, ma senza dubbio è una ciclista da tenere in conto a Jebel Hafeet. È inoltre la più veloce tra le favorite alla vittoria finale.
E, continuando con le sensazioni del 2025, dobbiamo anche sottolineare l’italiana Monica Trinca Colonel (Liv AlUla Jayco). La transalpina ha compiuto un salto di qualità sia nelle classiche con muri sia nelle lunghe salite e nelle corse a tappe. L’anno scorso è stata una delle migliori a Jebel Hafeet: perché non confermarsi o migliorare?
Pensando anche alle loro buone qualità di scalatrici, ci sono tre cicliste che potremmo praticamente considerare in uno status o momento simile. Hanno dimostrato di cosa sono capaci al massimo livello, ma suscitano alcuni dubbi. Parliamo della francese Marion Bunel (Visma | Lease a Bike), dell’australiana Neve Bradbury (CANYON//SRAM zondacrypto) e dell’italiana Gaia Realini (Lidl-Trek). Tutte loro sono state in Australia ma non sembrano ancora avere il colpo di pedale del passato. Può però darsi che semplicemente non ci siano state salite sufficientemente lunghe per dimostrare le loro qualità. Le ultime due affrontano una stagione di rivincita dopo un 2025 infruttuoso.
E, come solitamente diciamo, c’è sempre margine per la sorpresa, soprattutto agli albori della stagione ciclistica. La svizzera Petra Stiasny (Human Powered Health) e l’olandese Nina Buijsman (Human Powered Health) hanno lasciato buone sensazioni in Australia e sono due notevoli scalatrici da tenere in conto in questa corsa.

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